martedì 7 maggio 2013

Idropittura

Nonostante il nome possa non essere familiare a tutti, l’idropittura è tra le tipologie di pittura più diffuse per tinteggiare le pareti domestiche. L’ideale per il fai da te.
Molti conosceranno le tempere, utilizzate per superfici meno a vista ed ambienti “riservati” come cantine o garage. Si tratta di una tipologia di pittura più economica, che con il tempo tende a rovinarsi e richiede, per ogni nuova mano, di rimuovere la vernice residua.
Quali sono i vantaggi dell’idropittura rispetto alle tempere? Ma soprattutto, cos’è l’idropittura? Molti di noi conoscono l’idropittura semplicemente come pittura, non frequentando negozi specializzati o non essendosi mai cimentati in un’operazione di tinteggiatura. Eppure le idropitture sono tra le tipologie di vernici più diffuse sul mercato.
L’idropittura è una tipologia di pittura che richiede la diluizione in acqua prima dell’uso. Si acquista generalmente bianca e concentrata, mentre per ottenere i diversi colori si aggiungono spesso piccole quantità di colore durante il processo di diluizione.
Sul retro del barattolo è solitamente riportata la quantità d’acqua necessaria alla diluizione, che può variare anche in rapporto al mezzo utilizzato nella tinteggiatura. Si raccomanda, in ogni caso, di valutare in fase preliminare la quantità di pittura che andremo ad utilizzare, poiché la pittura diluita non può essere conservata per troppo tempo.
L’idropittura colorata è preparata con appositi tintometri dai colorifici. Quella bianca può avere differenti “punti di bianco”, dal bianco puro sino a tonalità avorio o più “sporche”.
L’idropittura è costituita da cariche, pigmenti, additivi, antimuffe, addensanti e resine. Tra le resine si impiegano soprattutto le resine acriliche o le resine da esse derivate, mentre un’alternativa sono i polivinilacetati, polimeri ricavati dall’acetato di vinile.
Tra i pigmenti, il più utilizzato è il biossido di titanio, cui si ricorre per ottenere il bianco.Con le idropitture saremo inoltre in grado di produrre diversi “effetti speciali”: dallo stile rustico al bucciato o al graffiato, grazie anche alla presenza di particolari addensanti.Impariamo ora a conoscere le diverse tipologie di idropittura.

Tipologie

Le idropitture sono solitamente classificate in poche tipologie base. Eccole qui:
  • Traspirante: si utilizza per ambienti molto soggetti a formazione di condensa, quindi particolarmente umidi. Offre adesione e traspirabilità, ed impedisce il formarsi di muffe. E’ consigliata per tinteggiare gesso, stucco, cemento e intonaco di bagni, cucine, soffitti e pareti soggette a vapori acquei.
  • Lavabile: può andar bene per qualsiasi ambiente della casa, e garantisce alle pareti resistenza allo sfregamento e un piacevole aspetto vellutato. E’ perfettamente lavabile anche con un semplice panno inumidito, idrorepellente ed a elevata copertura. Particolarmente utilizzata per le tinte forti o i locali di prestigio. Si applica su gesso, cartongesso e svariati tipi di supporti a base cementizia. E’ composta da resine acriliche in emulsione, cellulose, battericidi e pigmenti pregiati dalla resistenza elevata.
  • Superlavabile: coniuga i tanti vantaggi dell’idropittura lavabile con un elevato potere coprente, unito a una grande resistenza al lavaggio ed allo sfregamento. Al contrario dell’idropittura lavabile, non adatta ad ambienti esposti agli agenti atmosferici, la superlavabile è utilizzabile per le pareti esterne, garantendo anche una buona idrorepellenza.
  • Igienizzante: è a base di resine acriliche e svolge un’azione igienizzante e antimuffa. Si utilizza normalmente per tinteggiare le pareti di locali pubblici, scuole ed ospedali, mentre in casa è da raccomandare nel caso di allergie.
  • Termoisolante o idropittura termica: come suggerisce il nome, consente una trasmissione termica molto ridotta grazie alla presenza nel composto di microsfere cave di vetro. Questa tipologia di idropittura evita anche la formazione di condense, ovvero di vapore acqueo concentrato nei punti esposti a nord o negli angoli della casa, sui quali tendono a svilupparsi batteri e muffe. L’idropittura termoisolante mantiene calde le pareti riducendo lo sbalzo termico tra l’interno e l’esterno, nell’ottica di un risparmio energetico maggiore. E’ molto adatta ad ambienti in cui tende a formarsi vapore.

Preparare le pareti

Tinteggiare la casa: croce e delizia dell’hobbista. In tanti, prima o poi, si saranno imbattuti in quest’esigenza, preoccupandosi di vagliare una serie di possibilità per la scelta della pittura giusta da utilizzare.
Dipingere le pareti di una casa, infatti, non significa soltanto possedere buona manualità, ma anche imparare a “leggere” gli ambienti, cercando di identificare la tipologia di pittura più adatta alle nostre esigenze ed alle necessità dell’ambiente.
Per questioni di praticità la soluzione ideale per le nostre esigenze può rivelarsi l’idropittura. Ottima coprente, di lunga durata, difficilmente attaccabile dallo sporco, facile da lavare. Tuttavia, prima di dipingere, dovremo preoccuparci di predisporre adeguatamente le pareti, affinché il nostro intervento sia realmente efficace. Scopriamo come.
Si cominci togliendo tutte le eventuali tende, e coprendo i mobili con teli protettivi, meglio se in plastica. Tutti i mobili, per una questione di praticità, andranno ammassati al centro della stanza.
Se in alcune aree delle pareti è presente muffa, disinfettiamo con della candeggina almeno un giorno prima, lasciando asciugare bene. E stando attenti a non respirare i vapori tossici della candeggina. Altra possibilità, se la muffa è relativamente poco estesa, è quella di raschiarla con una spatola, per poi ricorrere a degli spray antimuffa.
Quindi, il giorno stabilito per l’”opera”, si passa ad occuparsi delle pareti. A seconda della tipologia di pittura utilizzata, infatti, potrebbe essere necessario lisciare o trattare le pareti in modo adeguato.
Ci sono idropitture che consentono di operare direttamente “a freddo”, risparmiandoci operazioni preliminari. Prestiamo comunque attenzione anche alle prese della luce, da coprire con nastro adesivo, ed ai pavimenti pregiati, come i parquet. Il nastro-carta va passato anche su telai di porte, battiscopa o finestre, sempre per evitare macchie.
Quando i muri da tinteggiare sono già colorati, verifichiamo che la tinta che stiamo utilizzando sia compatibile con quella presente sulla parete: se una parete è già dipinta ad idropittura possiamo tranquillamente dipingerci su, mentre ad esempio nel caso di presenza di tempera potrebbe essere necessaria una carteggiatura accurata della parete o una levigatura per eliminarne ogni traccia.
Quando poi pensiamo di voler dipingere su della carta da parati, preoccupiamoci che sia in buone condizioni, per non andare incontro a spiacevoli sorprese. Rimuovere la carta da parati sarà possibile grazie a prodotti specifici che ci permetteranno di strapparla senza difficoltà.
La presenza di buchi o crepe, invece, richiederà una semplice passata preliminare di stucco.

Dipingere le pareti

Fatto quanto indicato in precedenza si passa finalmente alla fase “operativa”. Prima fondamentale operazione da compiere sarà la preparazione del fondo. Un buon fondo, infatti, servirà per ottimizzare la resa della tinta scelta e facilitare il processo di tinteggiatura.
Il fondo si stende utilizzando un apposito fissativo, da stendere sull’intera superficie da pitturare. Sarà bene anche ricorrere ad un liquido isolante, per evitare formazioni di salnitro.
Una volta completata la fase preliminare di trattamento si può procedere con la vera e propria tinteggiatura, applicando il colore. Il colore, accuratamente diluito in precedenza, andrà passato sulle superfici da dipingere per tre volte. Solitamente per le prime due “mani” si utilizzerà una pittura leggermente più diluita.
Utilizzando quali pennelli? Diverse sono le opzioni. Anzitutto possiamo imbiancare a pennello, utilizzando la cosiddetta pennellessa. Ci basterà, per superfici non troppo estese con pareti regolari, una pennellessa larga più o meno 15 cm, supportata da una pennellessa più piccola per le rifiniture o i bordi.
Per le pareti “difficili”, ad esempio le porzioni dietro ai caloriferi, si ricorra a pennelli ricurvi. Stiamo attenti anche alla scelta della qualità del pennello, da valutare in rapporto alle setole e ai manici.Con la pennellessa si dipinge partendo dal soffitto e procedendo per piccole porzioni dall’alto verso il basso.
Seconda possibilità è l’utilizzo del rullo, da maneggiare con un manico di prolunga. Anche qui si procede imbiancando a piccole porzioni. Per le rifiniture si utilizzano rulli più piccoli.
Prima dell’acquisto, in ogni caso, teniamo in considerazione le dimensioni dell’ambiente da tinteggiare. Terza soluzione sono le pistole a spruzzo o i rulli dotati di un serbatoio-manico, da utilizzare però con cautela per evitare danni o imprevisti.
Qualsivoglia sia la soluzione scelta, lavoriamo sempre di giorno, cercando di finire il lavoro per zone ed evitando sgocciolature. Per l’asciugatura saranno necessarie alcune ore, dopodiché potremo procedere con la mano successiva.

Suggerimenti per l’acquisto e l’uso

Nell’acquistare il nostro barattolo di idropittura preoccupiamoci di leggere l’etichetta, su cui è indicato il peso del fusto, il tempo di asciugatura e le giuste proporzioni per diluire la pittura, oltre ad un’altra serie di utili informazioni.
In ogni caso non risparmiamo le domande al negoziante o al personale specializzato, chiedendo anche lumi sulla lavabilità, sulla resistenza all’umidità, alla luce ed agli alcali.
Sul mercato troveremo una gamma molto ampia di pitture, sia per interni che per esterni. Prestiamo attenzione anzitutto a questo fattore, per non ritrovarci con un acquisto sbagliato.
Valutiamo poi il tipo di lucentezza che vogliamo renda la nostra pittura, meglio se osservando una parete già tinteggiata. Ci sono varie tipologie in tal senso, dalla pittura opaca, non riflettente, a quella a guscio d’uovo, sino alla pittura satinata, molto facile da pulire, alla semipatinata ed alla patinata, più lucente.
Osserviamo accuratamente lo schema dei colori delle idropitture, cercando di immaginare la nostra parete già tinteggiata con il colore da noi individuato. L’ideale sarebbe poter osservare il colore nelle diverse condizioni di luce, sia naturale che artificiale. Teniamo conto anche del fatto che ogni colore ha una propria resa per una certa tipologia di ambiente.
Quindi…non acquistiamo subito! Ricordiamo anche che ogni colore, rispetto al campione, potrà avere su parete una resa più o meno fedele. Una nota anche per quel che riguarda le quantità: portiamo con noi, al momento dell’acquisto, indicazioni sulle dimensioni delle stanze da tinteggiare, per offrire agli addetti una chiara visione delle superfici da verniciare.
Questo permetterà loro di suggerirci la giusta quantità di pittura da acquistare. Per chi non fosse ancora dotato di applicatori, ricordiamo che le soluzioni sono molteplici: si va dai pennelli ai rulli, sino ai pennelli a cuscinetto.
Anche qui, facciamoci consigliare e cerchiamo di provare personalmente. Prima dell’apertura del barattolo preoccupiamoci poi di agitarlo adeguatamente.E al momento della diluizione dell’idropittura impariamo a guardare le percentuali.
Diluizione 10%, ad esempio, indica una proporzione 1 a 10 (es: 10 litri di pittura ed 1 di acqua). Si utilizzeranno ovviamente, durante il processo, due secchi. Non diluiamo la pittura direttamente nel barattolo della vernice, per non ritrovarci con troppa pittura diluita che poi non utilizzeremo.
Mentre diluiamo, mescoliamo con un bastoncino per rendere la pittura omogenea: il punto sarà giusto quando, intingendo il pennello, cadrà da quest’ultimo un filo di pittura sottile e continuo.

PREPARARE LA PITTURA

Considerate che ogni litro di vernice copre all’incirca 30 mq!
In commercio esistono differenti tipologie di pitture. Quelle più diffuse sono le pitture a calce e le vernici a tempera. Le prime sono costituite da una “base” di calce, sciolta poi in dell’acqua con o senza gesso. Le seconde, invece, sono tra le più economiche sul mercato ma non sono vernici lavabili (al contrario delle pitture a calce). Vediamo ora qualche altra tipologia:

idropitture lavabili: molto utilizzate per gli interni, ci consentono di rimuovere lo sporco lavando la parete. Si vendono già diluite o richiedono di essere da noi diluite con dell’acqua.
idropitture traspirabili: Anch’esse molto utilizzate per gli interni, sono l’ideale per bagni e cucine, ambienti in cui può concentrarsi una notevole umidità; come il nome stesso suggerisce, tali pitture hanno la proprietà di lasciar traspirare l’umidità;
idropitture termoisolanti: ideali contro le condense e per mantenere la temperatura interna di una stanza; tutte le idropitture, comunque, sono solitamente bianche, e per ottenere i colori si aggiungono piccole quantità di colore;
idropitture igienizzanti: si tratta di idropitture traspiranti realizzate con resine acriliche; questa tipologia di idropittura è molto adatta a contesti come ospedali e locali pubblici per via delle sue proprietà igienizzanti;
pitture ai silicati: Lavabili e trasparenti, sono solitamente traspirabili, e molto utilizzate in circostanze come i restauri;
vernici ecologiche: Indicate per chi vuole utilizzare componenti non tossiche: queste vernici sono infatti composte solo da sostanze naturali;

Attrezzi pittura delle pareti

Gli attrezzi del mestiere per la pittura delle pareti sono:
  • una pennellessa
  • pennelli per i ritocchi
  • un rullo una griglia ed una bacinella bassa
  • carta di giornale o plastica per proteggere il pavimento
  • nastro di carta adesiva per proteggere lo zoccolino gli stipiti e tutte le parti che non vogliamo che siano toccate dalla pittura
  • una scala o, meglio, un piccolo ponteggio.
Il primo lavoro da fare e’ quello di isolare con il nastro di carta adesiva gli interruttori, le prese, i caloriferi, i battiscopa, gli stipiti delle porte e delle finestre eventuali regolatori della temperatura o altri aggeggi inseriti nei muri e che non volete che vengano pitturati.
Sarebbe anche opportuno ricoprire con fogli di giornale o fogli di cellophane sia le porte che le finestre ed i pavimenti, giuntando con lo scotch i fogli l’uno con l’altro per non farli muovere.
Se i muri sono nuovi sarebbe bene passare una mano di fissativo altrimenti e’ opportuno lavare le pareti se sporche e impolverate oppure passare un antimuffa se si nota presenza di muffe.
Comunque in ogni caso sarebbe opportuno areare bene la stanza prima di iniziare a pitturare.
Ricoprite porte e pavimenti con fogli di giornale o cartoni, preferibili in quanto permettono di muoversi agevolmente senza che si spostino. Come ogni buona pratica prima di tutto occorre l’analisi è quindi è necessario valutare le condizioni delle pareti.
Inutile dire che se vi sono chiodi e tasselli, vanno tolti e che eventuali sconnessioni, crepe o buchi nel muro vanno riempiti con carta di giornale (se grandi) e quindi stuccati, fatti asciugare e poi carteggiati bene.
Se poi le pareti sono coperte da tappezzeria, non rassegnatevi a lasciarla sotto, sarebbe un grave errore. Va tolta con tanta pazienza.

Imbiancare una stanza

Per imbiancare le pareti di casa dobbiamo per prima cosa procurarci l'idropittura da utilizzare, si può scegliere tra: tempera, idropittura lavabile, idropittura traspirante. La tempera è molto economica ma è poco coprente, con il tempo sfarina e prima di reimbiancarci sopra va carteggiata, va bene per locali di poca importanza quali cantine garage etc.
L'idropittura lavabile è ottima per pitturare gli interni, è molto coprente ed ha una buona resa nel tempo, inoltre eventuali macchie possono essere lavate senza asportare la pittura. L'idropittura traspirante è adatta per bagni, cucine e locali umidi in genere.
L'idropittura è generalmente bianca e concentrata, per ottenere dei colori particolari esistono delle apposite bottiglie di colore da aggiungere man mano che si diluisce con acqua. Le parti di acqua da usare per diluire al tempera sono riportate sul barattolo e variano a seconda del mezzo utilizzato per tinteggiare, pennello, rullo o pistole a spruzzo, per agitare la tempera possiamo usare un bastone, un pennello dal manico lungo o una frusta apposita da montare sul trapano. 

Prima di imbiacare bisogna preparare le pareti: bisogna eliminare tracce di polvere,ragnatele ed altro con una scopa pulita, nel caso ci sia della muffa questa deve essere raschiata con una spatola, lo stesso vale per eventuali scaglie di pittura precedente, la superficie va quindi livellata con carta vetrata. Le parti di parete che presentavano della muffa vanno trattate con appositi spray antimuffa.
Prima di imbiancare un muro nuovo bisogna dare il fissativo che consente di renderlo meno assorbente e quindi di consumare meno pittura e far si che questa si asciughi in modo uniforme, il fissativo va passato anche su intonaci che tendono a sfarinarsi e su vecchie pitture a tempera.
Buchi o crepe sui muri devono essere riempiti con dello stucco, per i buchi molto grandi bisogna riempirli, in fondo, con carta di giornale bagnata e poi con lo stucco, questo asciugandosi si ritira screpolandosi o lasciando delle fossette che vanno livellate con altro stucco e poi carteggiando. Interruttori e prese devono essere ricoperti con nastrocarta, dove è possibile, smontare le mascherine in plastica oppure ottone e nastrare il supporto. Il nastrocarta va passato su: battiscopa, telai di porte e finestre e quant'altro possa essere macchiato. Per ricoprire i mobili ci sono in commercio appositi teli, in alternativa potete tagliare ed incollare con il nastrocarta i sacchi della spazzatura tipo condominiale. Ricoprite porte e pavimenti con fogli di giornale o cartoni, preferibili in quanto permettono di muoversi agevolmente senza che si spostino.
L'imbiancatura viene classicamente fatta con il pennello, anche se è più corretto parlare di pennellessa, o a rullo. Per imbiancare a pennello, in caso di pareti regolari e senza pilastri , basta una pennellessa da quindici cm di larghezza, se ci sono pilastri ed angoli bisogna usare anche una pennellessa piccola per muoversi agevolmente su piccole superfici o per rifinire i bordi attorno a porte o finestre. Si comincia ad imbiancare il soffitto e poi si scende dall'alto verso il basso, si procede per piccoli porzioni, pennellando dolcemente senza far schizzare la pittura e senza depositarne un quantitativo eccessivo, le pennellate della prima mano devono essere verticali mentre quelle della seconda orizzontali.
Per imbiancare a rullo oltre al rullo, magari anche uno piccolo, occorrono la vaschetta, la griglia e un manico di prolunga per imbiancare soffitto e pareti senza scale. Per imbiancare a rullo l'idropittura è più diluita e se si lavora velocemente schizza ovunque. Immergete il rullo nella pittura, strizzatelo sulla griglia e poi iniziate ad imbiancare a piccole porzioni facendo attenzione a non lasciare spazi tra una traccia e l'altra, non ha importanza il verso l'importante è che le due mani siano incrociate.
Recentemente per imbiancare si trovano in commercio pistole a spruzzo o rulli con manico serbatoio ed altri dispositivi, prima di utilizzarli occorre fare molta pratica per evitare che la pittura coli e sia molto difficile da recuperare. Iniziate ad imbiancare dalle stanze meno frequentate, come sgabuzzini, bagni di servizio eccetera, in questo modo arriverete già pratici alle stanze più esposte. Se vi piace usare i colori, mettete da parte in una bottiglia di plastica una parte dell'idropittura che può tornarvi utile in caso di ritocchi successivi, ricordate inoltre che il soffitto più scuro delle pareti fa sembrare la stanza più bassa viceversa il soffito più chiaro la farà sembrare più alta.
 

giovedì 6 dicembre 2012

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giovedì 11 agosto 2011

Reggimensola

Montare una mensola Reggimensola ad angolo o a elle
Reggimensola ad angolo
I reggimensola ad angolo o a L devono avere dimensioni compatibili con il ripiano da sostenere e vanno sistemati ad una distanza tanto minore quanto maggiore è il carico previsto. Esistono versioni più o meno robuste e più o meno eleganti, da scegliere in funzione del tipo di utilizzo.
Reggimesola con finitura
Nelle versioni più economiche, in lamiera stampata, le viti di fissaggio alla parete rimangono a vista mentre in quelle più raffinate, destinate soprattutto all’arredamento di interni, la struttura portante (in acciaio tropicalizzato o in nylon rinforzato con fibre di vetro) viene poi ricoperta da una finitura in plastica.
Quest’ultima, che entra a pressione nella sua sede, è disponibile in diversi colori proprio per intonarsi all’ambiente in cui viene inserito.
I tasselli di ancoraggio vanno scelti in funzione del tipo di parete.
Fori del reggimensola
I fori presenti nel reggimensola metallico sono di solito asolati per permettere piccole correzioni in senso verticale e trasversale in fase di montaggio, garantendo così un allineamento perfetto.
Fissare il ripiano
Il ripiano va appoggiato al reggimensola già fissato a parete, per individuare con precisione la posizione delle viti che uniscono i due elementi della struttura e per praticare gli eventuali fori ciechi di avvio.

Fissare una zanca

Istruzioni

    *
      1
      Per appendere alle pareti un impianto idraulico come il boiler, oppure una piccola libreria, una specchiera o un altro oggetto pesante, e’ meglio ricorrere alle zanche o altri supporti metallici incassati nella parete.
      Infatti se si vuole che il supporto sia veramente stabile deve fare corpo unico con la parete, in cui deve penetrare il piu’ profondamente possibile.
    *
      2
      Marcate esattamente il punto da forare con un segno a croce piuttosto grande ed eseguite un foro del diametro sufficiente ad accogliere la staffa. Potete usare lo scalpello e il martello o la mazza, oppure il trapano. In questo caso fate una serie di piccoli fori lungo la circonferenza del foro grande da realizzare e fate leva con lo scalpello per rompere l’intonaco e il mattone. Recuperate i pezzetti di mattone, perche’ vi serviranno dopo.
    *
      3
      Una volta raggiuna la profondita’ necessaria, allargate il foro dall’interno, per migliorare l’adesione del cemento. Se i mattoni sono forati questa operazione riesce molto piu’ facilmente. La profondita’ del foro dipende dalla lunghezza della zanca, dal peso che deve sopportare e dal tipo di parete. (Piu’ e’ pesante piu’ deve essere profondo)
    *
      4
      Le pareti di pietra o cemento armato hanno la massima resistenza, quelle di tufo e blocchi di cemento alveolare hanno la resistenza minima.
      Immergete i frammenti di mattone nell’acqua per farli bagnare bene, poi bagnate con un pennello o uno spruzzatore l’intero buco.
      Preparate l’impasto con cemento a presa rapida e sabbia in proporzione uno a tre. L’acqua deve essere solo quanto basta per avere una miscela abbastanza fluida da entrare nel foro.
    *
      5
      Mettere la zanca nella posizione esatta, controllando con i segni di riferimento tracciati sul muro e iniziate a riempire il foro con il cemento e i pezzetti di mattone. Per essere sicuri della posizione della zanca potete farla appoggiare su un listello di legno orizzontale inchiodato sul muro, anche se cio’ rende piu’ lenta l’operazione di riempimento.
    *
      6
      Un altro sistema consiste nel collocare sotto la zanca un pezzo di mattone piuttosto grosso, che le impedisca di inclinarsi verso il basso o uscire dal foro. Se la parete e’ di mattoni forati avrete bisogno di una quantita’ di cemento molto superiore a quella necessaria per un foro in un mattone pieno.
    *
      7
      A riempimento avvenuto, con la spatola lisciate l’apertura del foro.
      Il cemento a presa rapida indurisce dopo un tempo variabile tra 10 minuti e un’ora, pero’ dovete aspettare almeno mezza giornata prima di poter fissare alla zanca l’oggetto che deve sostenere.

Braccetto e staffe porta tenda

BRACCETTI, ACCOPPIATORE, STAFFA FISSAGGIO | 
Gli accessori proposti sono adatti ai nostri lampioni fotovoltaici. Utili come ricambi ma anche in altri casi dove possono essere impiegati per altri sistemi con lampade, batterie ecc.

SET/BR-...°  SET BRaccetto angolo 60° o angolo 90°

Set braccetto angolo 60° o angolo 90°        Il set è composto:1 –  Braccetto;
2 –  Staffa omega;
3 –  Viti e bulloni per il fissaggio.

Verniciato con polveri epossidiche

CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE
      PESO DIMENSIONI (mm)    
MODELLO CODICE COLORE kg A B D d
SET/BR-60° 131.38 AVORIO 4,8 800 120 130 60 60°
SET/BR-90° 131.41 NERO 4,8 800 120 130 60 90°

Accoppiatore e braccetti

CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE
      PESO DIMENSIONI (mm)    
MODELLO CODICE COLORE kg A B D d NOTE

617.011 BRACCETTO A ‘L’ 3,2 300 500 --- 60 ACCIAIO ZINCATO

617.012 BRACCETTO LAMPADA GIARDINI 1,2 340 405 --- --- ACCIAIO ZINCATO

617.013 ACCOPPIATORE 1,7 80 260 102 60 ALLUMINIO PRESSOFUSO

Da utilizzare in caso si voglia fissare un box plastico ai profili dei supporti per pannelli fotovoltaici (es. scatola di giunzione)

Set staffa Fissaggio Box ai Profili 200x190mm        Il set è composto:
1 –  Piastra zincata;
2 –  N°2 vite testa speciale cod. 900.200;
3 –  N°4 viti e bulloni per il fissaggio ai profili.  

CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE
    PESO DIMENSIONI (mm)
MODELLO CODICE kg A B
SFBP/200x190 134.09 0,5 190 200

giovedì 17 marzo 2011

Silicone per grondaie

Tixo Sigil Fix
Sigillante Adesivo Elastomerico
 



Saratoga TIXO•SIGIL•FIX è un sigillante adesivo a base elastomero/bitume, di colore nero, monocomponente tixotropico elastoplastico,

Aderisce ai più comuni materiali edili anche se umidi o bagnati, come membrane bituminose e tegole canadesi, intonaco, mattoni, calcestruzzo, superfici metalliche, legno, materie plastiche.

Saratoga TIXO•SIGIL•FIX può essere utilizzato anche sott'acqua.
E' sovraverniciabile con pitture all'acqua.

Ogni utilizzo richiede un silicone specifico.
Segui i nostri consigli utili per una sigillatura corretta 


SETTORI DI APPLICAZIONESaratoga TIXO•SIGIL•FIX è particolarmente indicato
per l'incollaggio e la sigillatura di membrane bituminose,
per la posa di tegole canadesi,
per la sigillatura di pluviali, scossaline, grondaie, camini, pali di antenne,
per la posa di pannelli isolanti (non in polistirolo espanso),
per la sigillatura di tubazioni e sfiati;
spalmato a pennello, per la sigillatura e l'impermeabilizzazione di grondaie.

APPLICAZIONESaratoga TIXO•SIGIL•FIX si applica a superfici compatte, pulite ed asciutte, esenti da polvere ed unto.
Si consiglia di mascherare per una esatta profilatura dei bordi (rimuovere immediatamente dopo l'applicazione).
Tagliare l'ugello nel diametro desiderato.
Si estrude con pistola manuale o ad aria compressa.
Applicare sul fondo del giunto del materiale isolante (nastro adesivo); se il giunto è profondo, tamponare con materiale di riempimento (Saratoga JOINT•FILLER o plastica espansa).
Superfici difficili, bagnate ed irregolari, vanno trattate preventivamente con una soluzione di TIXO•SIGIL•FIX diluito con acquaragia nel rapporto: 1 parte di prodotto e 2 parti di acquaragia.
Nel caso di applicazioni su superfici bagnate, bisogna fare in modo che il prodotto estruso venga premuto contro la superficie, in modo da spostare l'acqua e poter quindi aderire alla superficie.
Nel caso di fissaggi di pannelli isolanti o membrane bituminose, si consiglia di applicare il prodotto in strisce di 1 cm di diametro, 5 strisce per mq; il consumo minimo è 0,4 Kg/mq. Tale valore può aumentare in corrispondenza degli angoli e dei bordi del tetto.

Si pulisce da superfici e utensili entro 5 - 10 minuti con un panno pulito bagnato di solvente; quando indurito si toglie con una lametta.

MAGAZZINAGGIOIl prodotto è stabile a magazzino, in luogo asciutto, a 20 °C per 24 mesi dalla data di produzione.

PRIMERSaratoga TIXO•SIGIL•FIX ha un'ottima adesione a molti supporti e, di solito, non richiede primer. Per adesioni particolari o eccezionali, è opportuno effettuare dei tests ed eventualmente utilizzare Saratoga TIXO•SIGIL•FIX diluito in acquaragia nel rapporto 1:2.

LIMITAZIONISaratoga TIXO•SIGIL•FIX viene intaccato da vernici a solvente. Non resiste ai solventi ed agli olii: solventi, benzina, kerosene, gasolio ammorbidiscono o sciolgono il prodotto. Nel caso di giunti con movimento superiore al 10%, si consiglia Saratoga SILICONE SIGILLANTE NEUTRO.

NOTEUsare soltanto in luogo ben ventilato.

COLORI DISPONIBILI(si possono verificare leggeri scostamenti dal colore indicato)
nero  

Tetti e silicone delle grondaie

Tetti e silicone delle grondaie

* Punto d'origine: Guangdong China (Mainland)
* Numero di modello: 6500
* Orificio: GUANGZHOU
* Termini di pagamento: L/C,D/P,T/T
* Quantità di ordine minimo: 1000 Piece/Pieces
* Pacchetto: 24 CARTUCCE
* Termine di consegna: 20 GIORNI
* Marca: KALI

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Caratteristiche e Specifiche di Tetti e silicone delle grondaie
COLORE: LEAR

IL SILICONE ECCELLENTE di KALI 6500 è un sigillante neutro della cura che non corrode i materiali comunemente usati in tetti e grondaie.



Uso suggerito: Utilizzato nelle applicazioni del tetto della lamiera sottile e dell'alluminio. rivestimento esterno. guttering. lampeggiamento. Discese di colata.



Substrati: metalli, acciaio inossidabile, alluminio. ferro galvanizzato. calcestruzzo, massoneria. mattonelle di ceramica. Terracotta. legname. vetroresina. PVC rigido. la maggior parte della plastica (prova preliminare). Pre provi sulle superfici rivestite



Benefici:

Provato dal sigillante della costruzione del silicone di GB/T 14683-2003 e faccia fronte alle richieste di AS4020-1999, prodotti per uso in contatto con acqua potabile

Pemanently flessibile

Resistente di acqua

UV e tempo resistenti

Resistente agli estremi di temperatura: - 50c a 150c

durevolezza di minimo di anno di 25%

Una parte, pronta per l'uso

Non-siliceo, non corroderà il metallo

25 anni di durevolezza di minimo

SILICONE NEUTRO LATTONERIA

SILICONE NEUTRO LATTONERIA
 
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SILICONE NEUTRO LATTONERIA è un sigillante siliconico monocomponente basso modulo a reticolazione neutra. Si può usare sui più comuni materiali usati in lattoneria ed è specifico per sigillare serramenti, lamiere, coperture metalliche e grondaie. Non è verniciabile.
APPLICAZIONI
SILICONE NEUTRO ha un'ottima adesione a: muratura, cemento, calcestruzzo, legno, metallo in genere, vetro, ceramica, plastiche (ABS, PVC rigido, policarbonato, ecc.).
Consigliato in lattoneria, per giunti di dilatazione e di raccordo, coperture metalliche e serramenti. Applicare a superfici asciutte e ben pulite.

cosa sono

I siliconi o polisilossani sono polimeri inorganici basati su una catena silicio-ossigeno e gruppi funzionali organici (R) legati agli atomi di silicio. Il termine inizialmente indicava i composti aventi formula generica R2Si=O, in analogia ai chetoni. Si riteneva infatti, che potessero essere isolati come composti monomerici, ma anche dopo la scoperta della vera struttura il nome è stato usato ancora, e lo è tuttora, per indicare gli organopolisilossani. Il silicone fu sintetizzato nel 1907 da Frederick Kipping[1].

A seconda della lunghezza della catena silossanica, della sua ramificazione e dei gruppi funzionali, si possono ottenere numerosi materiali dalle più varie caratteristiche.
In commercio si trovano siliconi della più varia consistenza (dall'oleoso al gommoso) che possono essere divisi in varie classi di applicazione, come:
  • liquidi
  • emulsioni
  • composti
  • lubrificanti
  • resine
  • elastomeri

Un polimero (dal greco πολυ- e μέρος, traducibile in "che ha molte parti"[1]) è una macromolecola, ovvero una molecola dall'elevato peso molecolare, costituita da un gran numero di gruppi molecolari (detti unità ripetitive) uguali o diversi (nei copolimeri), uniti "a catena" mediante la ripetizione dello stesso tipo di legame (covalente).
I termini "unità ripetitiva" e "monomero" non sono sinonimi: infatti un'unità ripetitiva è una parte di una molecola o macromolecola, mentre un monomero è una molecola composta da un'unica unità ripetitiva. Nel seguito, quando si parla di "monomeri" si intendono dunque i reagenti da cui si forma il polimero attraverso la reazione di polimerizzazione, mentre con il termine "unità ripetitive" si intendono i gruppi molecolari che costituiscono il polimero (che è il prodotto della reazione di polimerizzazione).[2]

Per definire un polimero bisogna conoscere:
  • la natura dell'unità ripetente;
  • la natura dei gruppi terminali;
  • la presenza di ramificazioni e/o reticolazioni;
  • gli eventuali difetti nella sequenza strutturale che possono alterare le caratteristiche meccaniche del polimero.
Benché a rigore anche le macromolecole tipiche dei sistemi viventi (proteine, acidi nucleici, polisaccaridi) siano polimeri, nel campo della chimica industriale col termine "polimeri" si intendono comunemente le macromolecole di origine sintetica: materie plastiche, gomme sintetiche e fibre tessili (ad esempio il nylon), ma anche polimeri sintetici biocompatibili largamente usati nelle industrie farmaceutiche, cosmetiche ed alimentari, tra cui i polietilenglicoli (PEG), i poliacrilati ed i poliamminoacidi sintetici.
I polimeri inorganici più importanti sono a base di silicio (silice colloidale, siliconi, polisilani).[3][4][5]

Conoscere siliconi, sigillanti e colle Schiuma di poliuretano

Conoscere siliconi, sigillanti e colle  
Schiuma di poliuretano
Può essere erogata con la bombola autoestrudente o con l’apposita pistola, sistema più indicato nel caso di applicazioni a livello professionale. In entrambi i casi il prodotto, reagendo con l’umidità atmosferica, aumenta di volume in modo impressionante. In condizioni ottimali una bombola da 750 ml si trasforma in una massa di circa 40 litri.

Il fatto che il prodotto si espanda e vada quindi ad occupare tutto lo spazio disponibile, rende la schiuma di poliuretano indicata sia per isolare dal punto di vista termico che acustico, sia per fissare un manufatto su superfici irregolari (ad esempio il controtelaio di una porta o di una finestra sulla muratura grezza).
Usare la schiuma poliuretanica
La schiuma poliuretanica è disponibile anche nella versione a due componenti, da erogare con la normale pistola per silicone, la piccola cartuccia mette a disposizione un prodotto più denso, che ha una forza più che doppia. Tre punti per lato sono più che sufficienti per fissare il telaio di una porta da interni , di solito trattenuto da tre viti per parte.

Il prodotto asciuga in 6 minuti, si può eliminare l’eccedenza, il massimo della tenuta la si ottiene dopo soli 20 minuti.
Colle di montaggio  
Dalla consistenza pastosa, sostituiscono chiodi, viti, tasselli. Vengono utilizzate per i fissaggi a parete, servono ad unire in modo definitivo i più svariati materiali, offrendo una presa molto energica. Per avere una resa ottimale di questo tipo di colla, è importante che il supporto sia pulito, occorre aumentare la superficie di incollaggio per meglio distribuire le eventuali sollecitazioni.
La quantità di adesivo e le modalità di applicazione, dipendono dalle dimensioni dell’oggetto da fissare, bastano alcuni punti ben distribuiti.
Applicare i battiscopa
Per tutti gli impieghi di routine, come gli zoccolini battiscopa, le cornici, i rosoni in polistirolo, i pannelli isolanti, è indicato un adesivo a base acrilica, mentre per tutti gli impieghi in esterni e per i fissaggi molto sollecitati (come i gradini di marmo di una scala) bisogna ricorrere alle colle di montaggio a base solvente, che permettono un incollaggio immediato.
Colla vinilica universale


Colle viniliche  
Sono le più indicate per il legno, ma anche per il cartone, sughero, feltro, carta da parati e per la legatoria e la cartotecnica. La colla vinilica universale può essere utilizzata come fissativo, cioè per preparare le pareti prima di stendere l’idropittura.
Colle termofusibili o "a caldo"  
Si distinguono soprattutto per la rapidità d’azione, vengono utilizzate per realizzare incollaggi rapidi, e come supporto di adesivi più lenti. Questo tipo di adesivo viene applicato sulla parte interessata con una pistola incollatrice che scioglie la colla e al tempo stesso scalda il materiale da incollare.
Colla a contatto
Adesivi a contatto  
Si distinguono per le particolari modalità di applicazione: vanno infatti, spalmati con spatola o pennello su entrambe le superfici e richiedono un certo tempo di attesa prima di unire le parti per favorire l’evaporazione del solvente e, quindi, la presa della colla.
Adesivi poliuretanici per legno Possono sostituire la colla vinilica, sono resistenti all’umidità, sono particolarmente indicati nel campo nautico.
Adesivo in pasta È utilizzato per l’incollaggio di tessuti murali, juta, fibra di vetro, pareti tessili e metallici. Esistono poi, particolari tipologie che aderiscono su intonaco, calcestruzzo a vista, cartongesso, legno e derivati e sono indicati alla posa di piastrelle e tessere per mosaico sulle pareti e persino sul soffitto.

Adesivi specifici vengono utilizzati per l’incollaggio dei rivestimenti isolanti, termici ed acustici, degli elementi decorativi e piastrelle in ceramica e per l’applicazione di materiali quali moquette, pavimenti vinilici o in gomma.

In caso di tubazioni in PVC più che di incollaggio, si deve parlare di una vera e propria saldatura a freddo.

Refrattario alle colle in genere, il PVC va necessariamente trattato con un prodotto che è formato da PVC purissimo disciolto in solvente: quest’ ultimo intacca la superficie dei pezzi da unire e, evaporando, lascia il materiale plastico che teneva in soluzione. Prima del solvente il PVC d’apporto si lega alle superfici in contatto trasformando i pezzi in corpo unico.

I tubi in polietilene, polipropilene e simili, si uniscono per termosaldatura, ossia col calore prodotto da un’apposita apparecchiatura.

Per i raccordi filettati, infine, esistono particolari sigillanti multifilo ricoperti da una pasta inerte che sostituisce la canapa, sia il teflon. Questo sigillante si applica, avvolgendolo, sulla parte cava del filetto e seguendo il senso della filettatura per poi tornare indietro.

I sigillanti 
Adesivi e sigillanti appartengono a due categorie ben distinte: i primi realizzano giunzioni rigide (nel senso che i pezzi formano un tutt’uno) i secondi realizzano giunzioni elastiche. Le colle lavorano con spessori ridotti, mentre i sigillanti svolgono la loro funzione con spessori più consistenti.

Anche i sigillanti devono possedere una certa capacità adesiva, non fosse altro che per aderire al materiale su cui vengono collocati, non sempre hanno la capacità di realizzare un vero e proprio incollaggio.
Silicone Bricocenter
Sigillanti acrilici 
Esistono anche dei prodotti additivati di agenti resistenti alla muffa e che diventano trasparenti una volta essiccati, particolarmente indicati nel settore igienico-sanitario per la sigillatura tra sanitari e piastrelle, vasche da bagno, muri piastrellati. Un’altra importante caratteristica degli acrilici è la facilità di erogazione, il cordone di sigillante può essere sagomato con un dito bagnato.
Applicare il silicone
Sigillanti siliconici  
Trasparenti, sono adatti a materiali non porosi e non sono sovraverniciabili ma, in fase di produzione, possono essere additivati con pigmenti di ogni genere, in modo da ottenere diversi colori. La categoria dei siliconici si divide poi in due famiglie: quelli a reazione acetica e quelli a reazione neutra.
Applicare sigillanti poliuretanici

Sigillanti poliuretanici  
Usati su lamiere, impianti di condizionamento, nel campo della nautica, ecc. e quelli refrattari a base di silicati: in questo caso la temperatura di esercizio raggiunge i 1000-1200°C ed è possibile intervenire su stufe, caminetti, caldaie, marmitte di auto e così via.

Come Realizzare Una Pistola Per Il Silicone

Come Realizzare Una Pistola Per Il Silicone


di blasfemo 1 Agosto 2010
Voto: 12345 (0 voti)
Come Realizzare Una Pistola Per Il Silicone
Oggi con questa guida realizzeremo una pistola che serve a spremere i tubi contenenti silicone (o altri sigillanti) con regolarità, estendendo esattamente la quantità che è necessaria. Questo attrezzo ha due fondamentali prerogative: è fatto da noi e quindi ci costa molto meno delle pistole che vengono vendute per quello scopo e inoltre è indubbiamente molto più robusto.

Pistole per silicone pneumatiche

Pistole per silicone pneumatiche


Pistole per silicone pneumatiche
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Marca: ( FINI-COMARIA )
€10,80 (incluso 20 % I.V.A.)

Pistola pneumatica per silicone FINI COMARIA. Per facilitare l'uso del silicone. Consente di chiudere le fessure dei lavandini, dei WC ecc. Si adatta a tutte le cartucce in commercio da 350 ml. Pressione massima: 4 bar, consumo aria: 1,2 l/min.


PISTOLA PER CARTUCCE SILICONE PROFESSIONALE ECO
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PISTOLA PER CARTUCCE SILICONE PROFESSIONALE ECO

Prezzo 10.75 EUR IVA esclusa
(12.90 EUR IVA inclusa)
PISTOLA SILICONE PROFESSIONALE ECO Utilizzo
Adatta per tutti i tipi di cartucce da 280 e 310 ml,
specifiche tecniche
Generalità Pistola per silicone con impugnatura in alluminio e asta sagomata. Dotata di corpo rotante che permette di ottenere una sigillatura precisa anche nei punti più difficili. Ideale per imprese, lattonieri, serramentisti, idraulici, utensilerie e ferramente. Dimensioni: cm 35 x 6 x 21 h.